La sindrome di Gardner è un disordine genetico caratterizzato da polipi gastrointestinali a elevatissimo potenziale di trasformazione maligna, osteomi multipli, anomalie dentarie, cisti epidermoidi e ipertrofia congenita dell’epitelio pigmentato retinico. La frequente localizzazione mandibolare degli osteomi e le possibili anomalie dentarie, consentono all’odontoiatra di poter essere il primo specialista a porre un sospetto diagnostico di sindrome di Gardner. Precedenti studi hanno evidenziato notevoli difficoltà nelle manovre di estrazione dentaria in pazienti affetti da sindrome di Gardner e sulla base di studi radiologici hanno attribuito tali difficoltà ad una maggiore compattezza dell’osso corticale interdentale. Il caso clinico presentato ha confermato tali difficoltà e, sulla base dell’analisi istologica condotta sugli elementi dentari estratti e sull’associato apparato di sostegno, lascia ipotizzare che le procedure exodontiche potrebbero essere ostacolate anche dalla assenza quasi completa dello spazio parodontale che sembrerebbe causata dall’iperplasia del cemento radicolare.
Dental Cadmos 2006; 3: 79-85 L. Ramaglia, F. Morgese, A.E. di Lauro, R. Saviano
Tratto da www.Odontoconsult.it