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Scoperto nuovo batterio responsabile della carie nei bambini
È affollata la bocca dei più piccoli. Centinaia di batteri, che, complice un ambiente favorevole, prosperano fino a provocare la carie, una vera e propria malattia che a lungo andare mette a rischio la salute dei denti. Ora, ricercatori del Forsyth Institute di Cambridge, un centro specializzato nella salute dentale, hanno identificato un nuovo sgradito ospite in grado da solo di causare la carie nei bambini. Si chiama Scardovia wiggsiae e la sua presenza è emersa da uno studio pubblicato sul Journal of Clinical Microbiology e che ha coinvolto circa 80 bambini, la metà dei quali con gravi problemi dentali.
Il team, il cui obiettivo era ricostruire per intero la flora batterica della bocca, ha sottoposto a un’analisi genomica i campioni estratti dai denti dei piccoli. Numerosi i microbi rilevati, primo fra tutti lo Streptococcus mutans che finora era stato considerato il principale responsabile della formazione della carie. Tuttavia, insieme al batterio già noto, i ricercatori hanno individuato il finora sconosciuto Scardovia wiggsiae. Cosa ancora più inattesa è che questo batterio era presente nella bocca dei bambini con grave carie anche in assenza dello Steptococcus mutans: una prova del fatto che il nuovo trovato non ha bisogno di quest’ultimo per causare la malattia del dente. «La principale implicazione clinica di questo studio - hanno scritto i ricercatori - è l’espansione delle conoscenze del microbioma della carie infantile e l’identificazione di una nuova specie batterica come possibile responsabile della malattia». Ma non si tratta semplicemente di soddisfare la voglia di conoscenza e la curiosità degli scienziati. La scoperta ha importanti ricadute pratiche: «Identificare le cause della carie nei bambini più piccoli è il primo passo per trovare una cura efficace», ha commentato la prima firmataria dello studio, Anne Tanner.
Sembra così co mune da non essere fonte di preoccupazione, eppure, hanno sottolineato i ricercatori nello studio, la carie - che distrugge progressivamente i denti e può causare un intenso dolore - è la più diffusa malattia infettiva nei bambini americani e la principale causa di visite ospedaliere.Inoltre, la sua diffusione riflette fedelmente le diseguaglianze sociali: sono le classi più svantaggiate a esserne più colpite. Dati, questi, che trovano conferma anche nel nostro Paese. In Italia, secondo indagini pubblicate recentemente dal ministero della Salute, già all’età di 4-5 anni, la carie colpisce il 21,6 per cento della popolazione e la sua diffusione aumenta gradualmente al crescere dell’età, fino a raggiungere quasi il 90 per cento a 25 anni. Anche sul tema delle diseguaglianze l’Italia non smentisce i dati americani: il Nord risulta più sano del Sud e lo stesso vale per i ragazzi che appartengono a famiglie ad alto reddito e con alto grado di istruzioni rispetto a quelli provenienti dall e fasce più deboli.
Fonte Corriere.it
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