Per l’igiene della bocca l’ideale sono i prodotti semplici. Meglio se privi di sostanze aggiuntive, spesso inutili e dannose. Ecco come orientarsi tra le varie marche leggendo l’etichetta.
Antiplacca, supersbiancanti, al fluoro. Tutte le marche di dentifrici promettono sorrisi smaglianti e un’igiene orale a prova di dentista. Per scegliere un prodotto sicuro ed efficace senza farsi allettare dagli spot, occhio però alle sostanze contenute nel tubetto. Dopo il caso Zuccari AloeICEgel, dentifricio ritirato dal commercio alla fine dell’estate perché contenente il Phytometadione o vitamina K, composto pericoloso e fortemente allergizzante, ecco quali sono i principi attivi più diffusi e i loro effetti su denti e gengive.
Sulla bocca di tutti. I dentifrici migliori hanno una “ricetta” semplice: non più di 10 componenti, pochi conservanti, coloranti e allergeni. Le sostanze aggiunte molto spesso servono solo ad aumentare l’appeal agli occhi dei clienti, attraverso forme suggestive di pubblicità. Il monito proviene da Altroconsumo, secondo cui l'efficacia di questi agenti si basa su studi clinici superficiali, finanziati dagli stessi produttori. L’associazione dei consumatori ha testato le principali marche in commercio, passando ai raggi x gli ingredienti elencati per legge nelle eti
I componenti di base. Sono solo tre: fluoro, abrasivi e tensioattivi. Il fluoro (Sodium Fluorite) è l’alleato più prezioso per la cura dei denti. Oltre a proteggere dalla carie, rafforza lo smalto contro l'azione degli acidi, distrugge i batteri che causano la placca e riduce l'assorbimento degli zuccheri. Tuttavia, per i bambini è meglio non farne un uso eccessivo. Fino a 6 anni, infatti, si corre il rischio di ammalarsi di fluorosi, con conseguente impoverimento dello smalto e alternazioni permanenti del colore dei denti. Per l’igiene dei più piccoli, sono sufficienti acqua e spazzolino oppure i dentifrici specifici per l'infanzia, che contengono una minore percentuale di fluoro. Gli abrasivi (Silica, Sodium Bicarbonate, Calcium Phospate, Perlite), invece, servono a rimuovere macchie o particelle di cibo che fanno ingiallire lo smalto e prevengono i calcoli sopragengivali, ma non sbiancano i denti. Infine ci sono i tensioattivi (come il Sodium Lauryl Sulphate), con le loro proprietà detergenti e schiumogene sciolgono gli altri componenti non solubili in acqua.
Principi attivi aggiuntivi. Attenzione al Triclosan. Si tratta di uno dei più comuni antibatterici, la sua funzione è contrastare i batteri, prevenendo placca e gengiviti. Diversi esami hanno dimostrato però che tende ad accumularsi nell’organismo, lasciando tracce nel latte materno. Il timore è che nel tempo possa contribuire a rafforzare i batteri contro l'azione degli antibiotici, perciò sono sconsigliati i dentifrici che lo contengono, anche se in genere è presente in minime quantità. In Italia, ci informa Altroconsumo, è contenuto nei seguenti prodotti: Auchan Azione 3, AZ Complete, Mentadent P prevenzione completa, Colgate Total, Colgate Total advanced clean, Coop prevenzione completa.
La sensazione di alito fresco che resta in bocca dopo essersi lavati i denti è data dagli aromi, come Linalool, Limonene o Citronellol. Ne esistono di origine naturale e sintetica, ma alcuni possono contenere allergeni. Per accorgersene basta guardare l’etichetta: i produttori sono tenuti a segnalare la presenza di eventuali agenti allergici. Il tipico verde della pasta dentifricia, invece, non deriva dalla menta, come si potrebbe credere. Piuttosto è provocato dall’uso di coloranti (si riconoscono dalla sigla CI), sostanze del tutto superflue, se si esclude il pregio estetico. Infine tra gli ingredienti utili e non nocivi ci sono i regolatori di ph (Sodium/calcium Phosphate, Sodium Hydroxide, Sodium Bicarbonate) che combattono gli ioni di calcio e di magnesio, evitando che intacchino lo smalto e i conservanti. Diffusi quelli della famiglia dei Paraben, sono efficaci anche in ridotte quantità, economici e a basso impatto ambientale.
Tratto da www.kataweb.it