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Sorrisi brillanti e denti più bianchi, guida ai trattamenti per ottenerli

Una seduta dal dentista o un kit fai-da-te da comprare in farmacia permettono di riacquistare una dentatura cromaticamente perfetta. Le differenze tra le due tecniche, i costi, la durata degli effetti e le possibili conseguenze. Ecco come scegliere quella più adatta

Denti bianchi e perfetti? Sono il sogno di molti, ma caffè, sigarette, vino e cibi con coloranti intaccano lo smalto e la dentatura. E così, con il tempo, si perde il proprio colore naturale. La soluzione però c’è: lo sbiancamento. Un trattamento ad hoc dal dentista o un kit fai-da-te da comprare in farmacia, completo di strisce sbiancanti, permettono di riacquistare una dentatura cromaticamente perfetta. Le domande sulle differenze tra le due tecniche, sui costi, sulla durata degli effetti e sulle possibili conseguenze, sono all’ordine del giorno. Tanto che anche un gruppo di studiosi americani ha indagato sugli sbiancanti ‘casalinghi’.

SBIANCAMENTO E RISULTATI
Secondo il team diretto dal dottor Shereen Azer, dell’Ohio State University, e pubblicato sul ‘Journal of Dentistry’, le strisce domestiche funzionano ma possono danneggiare un po’ lo smalto. Gli studiosi hanno applicato i trattamenti messi a punto da cinque produttori di sbiancanti per uso domestico su campioni di denti umani e hanno poi confrontato gli effetti con altri campioni di denti che non erano stati sbiancati. In tutti i casi, i prodotti sbianca-sorriso avevano ridotto - anche se in misura minima - la forza dello smalto e l’elasticità della superficie del dente. “In realtà – spiega il dottor Filippo Torella, medico odontoiatra – le differenze tra lo sbiancamento professionale e quello domiciliare riguardano la durata del trattamento, non i danni. Dal dentista si ottiene lo stesso risultato ma in maniera più veloce. Il materiale che viene usato infatti è lo stesso, ovvero il perossido di idrogeno o il perossido di carbamide, cambia la concentrazione di principio attivo”. In altre parole, il prodotto usato è uguale ma, a livello domiciliare, ha una concentrazione che si attesta intorno al 10-12%, mentre a livello professionale intorno al 38%.

LE DIFFERENZE

Andare in farmacia e acquistare il kit da utilizzare in casa significa essere molto costanti e attenti alla cura del proprio sorriso. “Una persona che applica autonomamente le strisce – continua il dottor Torella – deve farlo per 15 minuti, due volte al giorno e per due settimane. Chi va dal dentista invece chiude l’operazione in massimo tre sedute, ognuna delle quali può durare dai 30 ai 60 minuti. Il dentista applica ai denti un gel contenente gli agenti chimici sbiancanti, mediante l’uso di una mascherina preparata su misura, in modo da garantire l’adattamento del gel su tutte le superfici dei denti”. Inoltre la mascherina ad hoc consente di proteggere le gengive e i tessuti molli dal contatto con il materiale stesso, che può essere irritante. Le luci, i laser e lampade a led professionali fanno il resto, incrementando l’azione del gel sbiancante e ricompattando la superficie dentale. Un’operazione che richiede piccoli accorgimenti utili a non vanificare il trattamento: basterà non mangiare cibi con coloranti nei due giorni successivi alla cura.

“Sbiancare i denti in casa, invece, richiede un po’ più di attenzione – continua Torella – proprio perché lo smalto non viene ricompattato dal calore delle luci artificiali”.

LA DURATA E GLI ACCORGIMENTI
L’effetto del trattamento dura mediamente un anno, anche se dipende dalle abitudini del paziente. E l’operazione non va ripetuta più di una volta ogni due anni, sia quella domiciliare sia quella domestica. “Il trattamento fai-da-te non è consigliato a tutti. Una particolare attenzione – continua Torella – deve averla chi soffre di gengivite o di paradontite, cioè chi ha disturbi ai tessuti molli della bocca. Proprio perché le strisce sbiancanti non sono su misura, si corre il rischio di metterle in maniera impropria, toccando con il gel le gengive, rendendole così più sensibili al freddo e al caldo”. E ancora, ricorda l’esperto, anche chi ha tartaro (sostanza che non viene sbiancata) qualora volesse comunque acquistare il kit domestico, deve consultare il medico per eventuali operazioni che preparino al trattamento, come per esempio la pulizia dentale. La soluzione migliore in questi casi è lo sbiancamento domiciliare sotto la supervisione del dentista. Infine chi ha delle otturazioni estetiche che mimano il colore dei denti, deve tenere in considerazione che, dopo la procedura di sbiancamento, tali ricostruzioni rimarranno dello stesso colore, mentre i denti naturali saranno più chiari. Probabilmente sarà necessario un intervento per riequilibrare la cromatura dentale.

IL PREZZO E GLI ALTRI PRODOTTI
Lo sbiancamento professionale costa tra i 300 e i 600 euro, quello domiciliare tra i 50 e i 100 euro. E i dentifrici sono efficaci? “La pasta dentifricia con azione sbiancante – conclude Torella – agisce in maniera completamente differente. Bicabornato e dentifrici sono abrasivi e non chimici quindi a lungo andare possono rovinare lo smalto. E così, se nel breve periodo i denti possono apparire più bianchi, a lungo andare diventano più gialli”. Anche un uso corretto dello spazzolino non risolve il problema. Usandolo bene, infatti, si può ottenere un’ottima igiene orale, ma il candore della dentatura dipende dalla dentina, ovvero la sostanza su cui agisce lo sbiancamento..

Tratto da www.kataweb.it/salute


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