L’epoca in cui è consigliabile sottoporre il bambino ai primi controlli dal dentista è tra i 3 e i 6 anni. Durante questo periodo, visite semestrali permettono di controllare l’integrità della dentatura decidua, la presenza di eventuali carie dei denti da latte, lo sviluppo armonico dei mascellari e di intercettare e correggere abitudini viziate quali il succhiamento del pollice, del ciuccio, la deglutizione
atipica e la respirazione orale .
Per quanto riguarda il succhiamento del dito e del ciuccio, queste possono essere abitudini ammissibili fino ai 3-4 anni, ma dopo tale età devono essere eliminate perché causa di insorgenza di mal posizionamenti ossei e dentali importanti.
Succhiare il pollice o le dita (o anche il pugno o il fazzoletto) non dipende da esigenze di fame: la suzione, che già si verifica durante la vita intrauterina, è inizialmente solo un’attività funzionale piacevole che conferisce al bambino tranquillità e sicurezza. È un’esigenza impellente nei primi sei mesi di vita specie se legata ad uno svezzamento precoce, è un mezzo di auto-consolazione, a volte coincide con momenti di noia ma è comunque un’abitudine che regredisce nella maggior parte dei bambini entro i tre-quattro anni. Si deve cercare, nel corso dello sviluppo, di ridurre al minimo questa attività che diventa una “brutta abitudine” intorno ai sei-otto anni, perché provoca alterazioni nella crescita delle ossa mascellari e dei denti permanenti.
Può inoltre favorire l’instaurarsi di altre abitudini viziate, come il mantenimento di una deglutizione infantile. Infatti, se il bimbo tiene in bocca per molte ore il dito, questo esercita una pressione sul palato e sui denti che si spostano in avanti creando il caratteristico aspetto “a coniglietto”. Inoltre, il dito tenderà a creare uno spazio tra i denti superiori e inferiori che non potranno più combaciare correttamente. Si determinerà così un circolo vizioso per cui questo spazio verrà occupato dalla lingua, che durante la deglutizione spingerà sui denti e non sul palato, aggravando la situazione. Tale abitudine viziata può anche causare alterazioni dell’unghia del dito succhiato.
Il raggiungimento dell’obiettivo di interruzione di queste abitudini da parte del bambino deve avvenire senza eccessive costrizioni e forzature che potrebbero far aumentare la sua caparbietà e la convinzione del bisogno di consolazioni autonome e provenienti da se stesso.
Il metodo migliore resta il far prendere consapevolezza di un’abitudine involontaria che però causa danni reali e visibili ai denti.
Primi 4 anni:
Evitare sicuramente di porsi il problema durante i primi quattro anni di vita del bambino, specie in momenti in cui è stanco o ammalato.
Se invece questa abitudine coincide con momenti di noia, bisogna cercare di distrarre il bambino dandogli oggetti oppure mansioni da svolgere che gli tengano le mani occupate.
Evitare comunque di rimproverarlo ma occasionalmente premiarlo se non succhia, fino a quando arriverà all’età della ragione.
5 anni:
Intorno ai 5 anni bisogna intervenire in maniera più decisa, scegliendo il momento propizio e mostrandogli con uno specchio ciò che il dito ha causato ai denti: il “buco” che ha creato e l’eventuale danno alla pelle del pollice.
Il bambino va aiutato a ricordare l’impegno preso, magari colorando il dito con un pennarello o per le bambine applicando lo smalto solo su quell’unghia. Non dimenticare mai comunque di gratificare il bambino se da solo mantiene fede all’impegno. Bisogna mettere al corrente del vizio anche tutte le persone, come nonni e baby-sitter, che ruotano attorno al bambino.
Dopo i 6/7 anni:
Nel caso in cui l’abitudine persiste dopo i sei-sette anni, causando lo spostamento dei denti permanenti in eruzione ed un morso aperto, è bene portare il bambino dal dentista: gli ortodontisti (specialisti in prevenzione, diagnosi e trattamento delle mal posizioni dei denti e delle ossa facciali) hanno studiato sistemi di barriera da posizionare in bocca per impedire la suzione.
Tratto da www.sorridiamo.info