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Il buon medico è anche un buon comunicatore
La 'ricetta' per un buon medico prevede anche la capacità di saper dialogare con i propri assistiti. Neppure i camici bianchi, dunque, sfuggono alla necessità di imparare a comunicare in maniera appropriata, pena le lamentele dei pazienti. A rivelare il legame stretto tra abilità mediche e di comunicazione è uno studio canadese della McGill university, pubblicato sul Journal of the American Medical Association (Jama). "I camici bianchi che hanno totalizzato i punteggi più bassi ai test per verificare la trasparenza del rapporto medico-paziente - rivela la ricerca - sono anche quelli che più spesso vengono criticati e su cui arrivano rapporti alle autorità pubbliche". I risultati sono il frutto di un'analisi condotta su 3.424 professionisti dei due Stati del Quebec e dell'Ontario. Il Medical Council del Canada è stato il primo ente al mondo a sottolineare l'importanza del rapporto e del dialogo tra i medici e i loro assistiti, tanto da introdurre prove ad hoc per misurarne la qualità già nel 1990. A riprova di questa attenzione il coordinatore dello studio sostiene che la capacità di comunicare debba rappresentare "una prova anche per chi vuole accedere alla facoltà di medicina. Non basta il quoziente di intelligenza, ci vuole - conclude Robyn Tamblyn - anche il quoziente emozionale".
Roma, 4 set. (Adnkronos Salute)
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